La parabola del ranocchio

C’era una volta una gara … di ranocchi. L’obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Richiamata dall’insolito spettacolo, si radunò molta gente per vedere e fare il tifo. Cominciò la gara, ma in realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi del tipo: “Ma che pena!!! Non ce la faranno mai!” E così alcuni ranocchi, che percepirono questi commenti, cominciarono a desistere, sfiduciati, tranne uno, che continuava a cercare di raggiungere la cima. Ma la gente continuava:

“… Che pena!!! Non ce la faranno mai!…”

Sennonché molti ranocchi si diedero per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio testardo, che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine, la cima.

Quindi, com’è naturale che fosse, gli altri vollero sapere come avesse fatto e uno degli altri ranocchi più curiosi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere quella difficile prova. Non ottenne risposta. E cosi si scoprì che quel ranocchio vincitore… era sordo!

Morale: non ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere negative… derubano le migliori speranze del tuo cuore! Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o leggi. Per cui, preoccupati di essere sempre POSITIVO!

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Riassumendo: Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni. E ricorda: l’ottimismo è la concezione filosofica secondo la quale il mondo è ordinato positivamente e il bene deve necessariamente prevalere sul male. L’ottimismo è la tendenza di coloro che, in generale o in una circostanza particolare, sono portati a vedere le cose sotto una luce favorevole. L’ottimismo, come disposizione mentale e come atteggiamento pratico, emerge da tutte le concezioni del mondo che danno per garantiti l’ordine e la finalità positiva della realtà nel suo complesso. È impegnato a provare il carattere «apparente» e l’irrealtà del male (il male come «non essere»), o quanto meno la funzione positiva di esso nell’economia del tutto. L’elaborazione di questo complesso di problemi ha una lunga storia, dallo stoicismo a sant’Agostino a Leibniz, a Hegel e ai suoi epigoni alle varie manifestazioni dello spirito cristiano.

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4 risposte a La parabola del ranocchio

  1. giulia ha detto:

    Big conoscevo una storia simile ma il protagonista era un gamberetto! Si esser positivi si attira a sè la luce, le persone si avvicinano perchè riesci sempre a sorridere e ad avere una parola buona e sincera! Vivo positivo perchè sono vivo eccc…………Belle idee e pensieri in questo periodo hai, chissà che non stai cercando il tuo di centro di gravità permanente! Un bacio

  2. bruno60 ha detto:

    Sarà questa lunga, ma tranquilla degenza forzata… la serena solitudine che mi fa da silenziosa compagna… il bel rapporto che va delineandosi con la mia principessina… ma hai ragione Giulia! E’ proprio un bel periodo, psicologicamente parlando, che spero non finisca a breve, eccezion fatta x l’assenza dal lavoro. Bacio grande anche a te, cara amica. bb

  3. Anonimo ha detto:

    STUPENDA !!!

  4. bigbruno ha detto:

    Vero? Si, nella sua semplicità rende l’idea ancor meglio! E’ fantastica… A presto, bb.

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